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Videogames retro: perché piacciono così tanto agli italiani?

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Il fascino dei videogiochi retro è un fenomeno che fa parte delle nostre tradizioni, e che in Italia trova tantissime applicazioni pratiche. Basti pensare agli emulatori per console di vecchia generazione come il Nintendo e il Super Nintendo, o la Playstation, che consentono di immergersi in vecchie glorie come Super Mario Bros, Street Fighter e Final Fantasy. Ma perché agli italiani piacciono così tanto i videogiochi retro? E quali sono le ragioni di questo successo? Vediamo di scoprirlo insieme.

Il fascino e la nostalgia dei videogames retrò

Anche se la risposta potrebbe sembrare piuttosto scontata, il primo fattore che fa la differenza è l'elemento nostalgia. Gli italiani non più giovanissimi, cresciuti a pane e gaming, rivivono con piacere le emozioni del passato, immergendosi in mondi che (sebbene siano oramai datati dal punto di vista tecnologico) sono ancora capaci di regalare divertimento a profusione. Qui l'esempio di Final Fantasy VII calza a pennello, dato che questo JRPG ha segnato una generazione intera di player, che oramai viaggia sui 40 anni.

Naturalmente non è detto che un gioco, per piacere, debba essere stato sviluppato 20, 30 o 40 anni fa. Non a caso, il mercato dei videogames retrò poggia anche su alcuni titoli molto recenti, ma che hanno scelto di incarnare le estetiche e/o le meccaniche dei vecchi tempi. Una regola che vale anche nel comparto del gambling online, come accade ad esempio con Aviator Slot Machine, con la sua grafica in grado di evocare i videogames di alcune decadi fa.

La nostalgia, in ogni modo, rappresenta il pilastro dell'interesse verso i videogiochi retro. I giocatori italiani, cresciuti negli anni '80 e '90, si ritrovano immersi nei ricordi di un'epoca considerata da molti come l'età dell'oro del gaming. I giochi di quei tempi infatti, nonostante le loro limitazioni tecniche, imponevano agli sviluppatori una creatività e un'ingegnosità che spesso si traducevano in opere dal design semplice ma estremamente coinvolgente.

La parola d'ordine dei retro games: semplicità

Le meccaniche di gioco erano dirette e facili da padroneggiare, una caratteristica che permetteva un immediato coinvolgimento del giocatore. I titoli del passato non richiedevano lunghe ore di apprendimento o tutorial articolati, ma si basavano sull'intuito e sulla progressiva acquisizione di abilità con la pratica "sul campo". Oggi il gaming è diventato molto più complesso: non stupisce, dunque, il boom del ritorno alla semplicità di un tempo.

Come anticipato, però, il retro gaming diventa anche un fenomeno culturale. Basti pensare alle tantissime fiere che nascono intorno ai videogiochi vintage, con milioni di persone che li scambiano, li vendono o semplicemente li collezionano. Le fiere sono appuntamenti imperdibili per gli appassionati, e danno anche l'opportunità di conoscere persone con lo stesso amore per il gaming retro, così da condividere emozioni ed esperienze.

L'eredità lasciata dai giochi retrò, ovviamente, influenza anche il presente e il futuro del gaming. Sono infatti numerose le software house che decidono di riprendere i vecchi titoli, di svecchiarli modificandone le meccaniche di gioco, e di lanciare delle nuove edizioni. Ancora una volta, l'esempio di Final Fantasy VII calza proprio a pennello.




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Questo è un articolo pubblicato il 26-04-2024 alle 10:44 sul giornale del 23 aprile 2024 - 28 letture



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